Officine Culturali, partecipazione e accessibilità a Catania

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Officine Culturali a Catania è nata dall’incontro di bisogni diversi e convergenti. Da un lato la necessità dell’Università degli Studi di Catania di valorizzare una propria sede, il Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena (#monasterocatania): complesso architettonico riconosciuto dall’UNESCO (2002) che, grazie all’intervento di rifunzionalizzazione dell’architetto Giancarlo De Carlo, era stato immaginato dall’Ateneo – già negli anni ’70 del Novecento – come futuro polo di riferimento per la ricerca e per la città tutta; dall’altro una porzione della comunità locale, composta da studenti, ex studenti e studiosi intenzionati a dare il proprio contributo alla valorizzazione e accessibilità del bene, mediante attività di ricerca, analisi dei pubblici, servizi caratterizzati da continuità, professionalità e capacità di coinvolgimento. La collaborazione tra Officine Culturali e l’Università ha consentito, senza oneri per l’ente pubblico, di coinvolgere in 6 anni circa 117.000 utenti prevalentemente non universitari, tra visite guidate, spettacoli e laboratori creativi; ha consentito di realizzare un continuativo laboratorio di sperimentazione della ricerca sulla fruizione e comunicazione del patrimonio. E’ stimato che, grazie alla reputazione del sito (una per tutte, primo tra le 126 attrazioni della città su TripAdvisor), non solo affascinante ma aperto e permeabile, transitino almeno il triplo degli utenti accompagnati in visita dagli operatori museali. Di più: la città ha riscoperto un bene comune non solo come complesso architettonico significativo per la storia locale, ma come luogo in cui potere svolgere attività contemporanee, creative, socialmente inclusive. E da questa esperienza, resa sostenibile per l’associazione grazie alla straordinaria partecipazione degli utenti, ne sono nati dieci nuovi professionisti della cultura, contrattualizzati e retribuiti. Qui non ha funzionato tanto il concetto di grande attrattore culturale: nel 2008 il Monastero compariva appena nella guida Touring Club, ed era sconsigliato da molti operatori. I fattori di una così straordinaria partecipazione è stata innanzitutto la capacità di collaborazione tra un ente pubblico e il privato associativo nel comune intento di rendere comprensibile il patrimonio, ma anche nella volontà dell’associazione di continuare nell’opera di coinvolgimento del pubblico, locale e di transito, mediante iniziative attive, operazioni di membership (Monastero Card), attività di co-progettazione. Studenti universitari, ragazzi delle scuole, abitanti del quartiere Antico Corso, sono diventati in varie fasi produttori di senso e di contenuti, partecipando ora alla realizzazione della segnaletica, ora alla redazione dei testi del museo interno di archeologia, poi alla rigenerazione dei giardini pubblici prospicienti l’edificio. Questa esperienza, insieme ad altre (Briganti di Librino, Comitato Antico Corso, Comitato San Berillo, Etna ‘ngeniousa, Gammazita), sta creando nuove chiavi di interpretazione di ciò che è possibile fare nelle proprie città e con il proprio impegno diretto.
Dal 2015 Officine Culturali partecipa alla gestione del bookshop e delle attività educative del Museo Civico Castello Ursino (CUB, con Karma Communication) e alla gestione delle attività di fruizione dell’Orto Botanico e del Museo Universitario di Archeologia.

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  • By Francesco Mannino
  • Email: frmannino@gmail.com

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